Visualizzazione post con etichetta Isis. Mostra tutti i post
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13 novembre 2015

Isis: forse morto il boia inglese Jihadi John

Un raid americano sulla città di Raqqa, in Siria, avrebbe causato la morte del boia inglese Jihadi John.
L'esponente dell'Isis sarebbe stato colpito fatalmente da un drone, ma il Pentagono non ha potuto fornire notizie ufficiali sulla sua sorte.
Il 27enne jihadista finì agli onori della cronaca per la decapitazione del giornalista statunitense James Foley, avvenuta nell'agosto del 2014.

19 agosto 2015

Decapitato dall'Isis l'archeologo capo dei musei di Palmira

Ancora un'uccisione agghiacciante da parte dell'Isis, che ha decapitato Khaled Asaad, l'archeologo capo dei musei di Palmira.
Lo studioso aveva 82 anni ed era stato per oltre 50 anni direttore delle Antichità della città siriana.
Il corpo senza testa è poi stato appeso su una colonna dai militanti dello Stato Islamico.

21 maggio 2015

Terrore Isis: Palmira conquistata e soldati decapitati

Incubo in Siria: i miliziani dell'Isis sono infatti riusciti a conquistare il 100% della città di Palmira, ritenuta patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.
A confermarlo è l'Osservatorio nazionale per i diritti umani; inquietante come sempre il modo di festeggiare da parte dei jihadisti.
Tra Damasco e la regione dell'Eufrate, il Califfato sta decapitando soldati e combattenti lealisti siriani.
Pare comunque che centinaia di reperti storici siano stati trasportati altrove, per non essere presi di mira dall'Is.
Il prossimo obiettivo dello Stato Islamico è adesso ottenere la capitale dell'Iraq, Baghdad.
La preoccupazione regna sovrana in tutta l'Africa e nel mondo intero, che guarda con impotenza l'avanzata estremista.

16 aprile 2015

Bimba 6 anni spara con mitragliatrice e si vanta di aver ucciso 400 miliziani Isis

Non solo l'Isis, ma anche i suoi avversari curdi non si stanno distinguendo sempre in maniera lodevole.
In un video apparso nelle scorse ore, si vede una bambina di appena 6 anni sparare con una mitragliatrice.
La piccola, incitata da un uomo, confessa di aver ammazzato 400 jihadisti.
Per chi non lo sapesse, l'Is è terrorizzato dalla presenza di donne che combattono; secondo la loro pseudo-religione, nel caso in cui venissero ammazzati da una di loro non potranno avere a disposizione 72 vergini nell'aldilà.

14 aprile 2015

L'Isis compone una canzone intimidatoria: è sottolineata anche in italiano

Oltre a mietere vittime e a commettere atrocità fisiche, l'Isis continua ad insistere sulla parte spettacolare della lotta.
Il Califfato, dopo essersi reso protagonista dell'avvio di una radio e televisione, ha deciso di comporre anche un brano musicale.
La canzone, dai chiari toni intimidatori nei confronti dell'Occidente, è sottolineata anche in italiano oltre che in lingua inglese.
"Mi hai dichiarato guerra con l'alleanza della miscredenza, goditi dunque la mia punizione; da te verremo con scempio e morte".
Queste sono due delle frasi maggiormente minacciose da parte dei jihadisti.
La traduzione italiana non lascia tranquilli: non solo il nostro Paese potrebbe rappresentare un prossimo obiettivo dell'Is, ma ciò potrebbe significare che ci sono connazionali ancora al fianco dello Stato Islamico.

13 aprile 2015

Vergogna Isis: violentata bimba 9 anni, è incinta e rischia di morire

Le violenze dell'Isis non hanno fine: una bimba di appena 9 anni, appartenente alla minoranza yazida, è rimasta incinta dopo essere stata stuprata da dieci miliziani.
L'episodio è avvenuto in Iraq, ma l'intervento di una ong curda ha permesso di strapparla dalle mani jihadiste.
Ora la piccola è ricoverata in Germania, ma la sua vita è in serio pericolo.
Un parto a questa età potrebbe esserle fatale, anche se si decidesse di effettuare un cesareo; dunque, c'è preoccupazione per la sorte della bambina.
Inoltre, la vittima potrebbe aver subito degli shock traumatici che potrebbe non superare mai più.

4 aprile 2015

L'Isis rompe statue di Hatra: altra barbarie dello Stato Islamico

L'Isis si rimette al centro dell'attenzione, danneggiando reperti storici; stavolta ad essere colpita dalla barbarie terrorista è la città di Hatra, in Iraq.
In un video si vede un uomo dello Stato Islamico distruggere antiche statue con un martello; un altro jihadista spara invece con un kalashnikov, causando numerosi danni.
Nonostante la violenza dell'Is sia ormai conosciuta in tutto il mondo, la comunità internazionale riesce ancora a far poco per eliminare queste forze ostili.

12 marzo 2015

L'Isis usa bombe al cloro: panico in Iraq

L'Isis sta utilizzando anche bombe al cloro per cercare di spaventare la popolazione irachena e procurarle problemi fisici.
L'inalazione di gas dal colore arancione, che si sprigiona nell'atmosfera, può causare infatti gravi danni ai polmoni.
Ma lo scopo primario del Califfato è terrorizzare la gente; al momento della deflagrazione, le persone fuggono via per evitare cattive conseguenze.
Intanto, i soldati iracheni stanno avanzando, con l'obiettivo di raggiungere Tikrit; la riconquista di questa città potrebbe spianare la strada per l'ottenimento di Mosul, in mano per adesso dei miliziani islamici.

26 febbraio 2015

Ecco l'identità del boia inglese dell'Isis: si chiama Mohamed Emwazi, 27 anni

Svelata finalmente l'identità del boia dell'Isis, protagonista in numerosi video di decapitazioni, come quello in cui si mostra l'uccisione del giornalista americano James Foley.
Il terrorista si chiama Mohamed Emwazi, ha 27 anni ed è di Londra; a far rumore sono anche altre news sul criminale: proviene da una famiglia ricca ed è laureato in informatica.
Inoltre, pare che Emwazi si sia trasferito in Siria nel 2012 per sposare la causa del Califfato.
A riferire ufficialmente le notizie è la Bbc, che cita fonti di Scotland Yard; i servizi di intelligence continuano la caccia, al fine di consegnarlo alla giustizia.

24 febbraio 2015

Isis: presi in ostaggio centinaia di cristiani caldei in Siria

La vita dei siriani continua ad essere ostacolata in maniera inquietante dall'Isis, il gruppo terrorista islamico che sta spaventando il mondo.
Questa volta i miliziani hanno appiccato il fuoco ad una chiesa cattolica e sequestrato centinaia di fedeli cristiani caldei nel villaggio di Tell Tamer, est Siria.
Secondo le ultime indiscrezioni, lo Stato Islamico avrebbe richiesto la liberazione di alcuni esponenti dell'Is in cambio degli ostaggi.
Difficilmente l'accordo potrà essere raggiunto, con i cristiani che rischiano seriamente di essere ammazzati.

22 febbraio 2015

Ancora minacce Isis all'Italia: appare bandiera sul Colosseo

Ennesima minaccia dell'Isis all'Italia: lo Stato Islamico ha infatti postato su Twitter una foto in cui appare la bandiera jihadista sul Colosseo.
"Con le mani sul grilletto, stiamo arrivando a Roma": sono queste le parole intimidatorie che allertano il nostro Paese.
Difficile capire quanto di concreto ci sia in queste dichiarazioni; probabilmente si tratta più che altro di una forma di propaganda del Califfato, anche se non bisogna sottovalutare nessuna avvisaglia.
Nella giornata odierna l'Is ha anche pubblicato un inquietante video in cui sono presenti 21 curdi, rinchiusi in gabbia come animali.
Nel filmato i terroristi hanno confermato l'intenzione di volerli decapitare ed hanno anche effettuato incredibili interviste ai prigionieri.
La follia di questi criminali non conosce limiti.

19 febbraio 2015

L'Isis minaccia Roma: "Stiamo arrivando"

Ennesima giornata di minacce da parte dell'Isis, il gruppo jihadista resosi protagonista di brutali crimini contro ostaggi e civili in Siria, Iraq e Libia.
Lo Stato islamico ha nuovamente preso di mira l'Italia, in particolare la capitale Roma: "Stiamo arrivando, l'Isis a Roma con la volontà di Dio".
La nuova intimidazione è giunta tramite Twitter; sul social network sono apparse anche alcune immagini che ritraggono mezzi militari armati con la bandiera dell'Is tra le mani dei miliziani.
La comunità internazionale è comunque al lavoro alla ricerca di una soluzione della questione, ma l'epilogo sembra ancora molto lontano.

17 febbraio 2015

Brutalità Isis: bruciati vivi 45 iracheni

Ne parliamo ormai da molto tempo, ma l'Isis continua a stupire per l''incredibile freddezza e cinismo con cui compie gli omicidi.
Nell'Iraq occidentale 45 iracheni sono stati arsi vivi dai miliziani dello Stato Islamico; a fornire la notizia è la Bbc.
Non si conoscono con esattezza né i motivi che hanno spinto l'Is ad uccidere queste persone né se si tratta di civili o soldati.
Alcune indiscrezioni riferiscono che dovrebbero essere dei membri delle forze di sicurezza irachene, ma non giungono ancora conferme ufficiali.
Questa brutalità è solo l'ultima di una lunghissima serie; soltanto ieri i jihadisti si erano resi protagonisti di atti orrendi nei confronti di alcune donne, mutilate delle loro mani.
Inoltre un anziano, accusato di adulterio, era stato lapidato in strada.
Crimini disumani, destinati ad aumentare giorno dopo giorno se non dovesse esserci nessuna risposta autorevole da parte della comunità internazionale.

16 febbraio 2015

Isis: l'Egitto attacca la Libia, l'Italia per ora non interviene

Alta tensione in Libia, dove la presenza dell'Isis si fa sempre più minacciosa sia per il Paese africano che per la vicina Italia.
La prima nazione a prendere l'iniziativa di attaccare il gruppo terroristico è stata l'Egitto, che ha bombardato alcune loro postazioni.
Secondo le ultime notizie, nei tre raid finora compiuti su Derna e Sirte sarebbero morti 64 miliziani, tra cui 3 leader.
Sulla delicata questione è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha per ora escluso un'opzione militare: "Non è il momento, vedremo che fare in seguito ma è bene che sulla situazione di politica estera l'Italia non si metta a litigare".
Intanto, il ministro dell'Interno Alfano ha convocato un summit al Viminale per fare il punto della situazione.

14 febbraio 2015

Ministro Esteri Gentiloni: "Pronti a combattere contro l'Isis"

"L'Italia è pronta a combattere in un quadro di legalità internazionale": è il monito lanciato dal ministro degli Esteri, Gentiloni, soffermatosi sulle ultime minacce dell'Isis.
I miliziani dello Stato islamico hanno infatti attaccato con successo la città di Sirte, in Libia, nella giornata di ieri; la distanza dei terroristi dal nostro Paese è quindi ridotta a 200 miglia marine.
Per questo motivo l'intenzione è arrestare l'avanzata jihadista, prima che la situazione possa degenerare definitivamente.
Non va dimenticato infatti che il principale obiettivo dichiarato dall'Is è Roma, dove è presente la sovranità cristiana con la presenza del Papa.
Gentiloni ha parlato di "farneticazioni propagandistiche", ma ha anche affermato che "nessuna minaccia va sottovalutata".


10 febbraio 2015

L'Isis non si ferma: decapitate dieci persone in Egitto

Quasi all'ordine del giorno l'Isis continua a mietere vittime e a commettere atrocità assolutamente disumane.
10 persone, accusate di essere delle spie per il Mossad, sono infatti state decapitate in Egitto; i cadaveri sono stati poi posizionati in una strada nel Sinai settentrionale.
Impressionante l'escalation di violenza perpetrata dallo Stato islamico, resosi protagonista in passato di uccisioni di ostaggi con le stesse modalità.
E' di qualche giorno fa invece la notizia di crocifissioni e abusi sessuali nei confronti di numerosi bambini, appartenenti a minoranze etniche.
Vicende abominevoli che dovrebbero avere come conseguenza una risposta efficace della comunità internazionale.
Risposta che tarda ad arrivare, favorendo sempre di più l'avanzata dei jihadisti.

7 febbraio 2015

Raid giordano causa morte ostaggio Usa, anzi forse no

Resta il mistero sulla sorte di una ragazza statunitense, Kayla Jean Mueller, in ostaggio dell'Isis dall'agosto del 2013.
Lo Stato islamico conferma la morte della cooperante a causa di un raid aereo effettuato dalla Giordania.
Il Paese asiatico smentisce l'errore e il Pentagono dichiara di non avere prove sul decesso della giovane.
Ricordiamo che il Paese giordano è impegnato in queste ore in dure offensive contro l'Is, intraprese per rispondere all'uccisione del pilota connazionale, arso vivo poco più di un mese fa.
Re Abdallah vuole usare tutti i mezzo possibili per sconfiggere i jihadisti e sarebbe anche pronto ad inviare truppe di terra per accelerare l'attacco.

3 febbraio 2015

L'Isis brucia vivo il pilota giordano

Le brutalità dell'Isis non conoscono soste: il gruppo terroristico di matrice islamica ha infatti arso vivo il pilota giordano al Kaseasbeh, preso in ostaggio lo scorso 24 dicembre.
Il Califfato colpisce con tutta la sua inquietante freddezza a pochi giorni di distanza dalla decapitazione del giornalista giapponese, Kenji Goto.
La Giordania aveva cercato in tutti i modi di salvare la vita del prigioniero, proponendo anche lo scambio con l'aspirante kamikaze irachena al-Rishawi.

1 febbraio 2015

L'Isis decapita giornalista giapponese, giallo sul pilota giordano

Ancora un terribile atto omicida da parte dell'Isis: il Califfato islamico ha diffuso un video in cui viene decapitato il giornalista giapponese, Kenji Goto.
Aspra condanna da parte del Paese nipponico, ma anche dagli Stati Uniti e dall'Onu; agghiacciante la dichiarazione del boia, che si presume possa essere sempre John il britannico: "Siamo assetati del vostro sangue".
Resta intanto il mistero sulla sorte dell'altro ostaggio, il pilota giordano al-Momani; la Giordania ha proposto nuovamente lo scambio con la terrorista irachena al-Rishawi.
Ma non si conosce con esattezza se il prigioniero sia ancora in vita o meno; attesi sviluppi nelle prossime ore.

28 gennaio 2015

L'Isis libera giapponese e giordano in cambio di una terrorista

Ultimi aggiornamenti: smentita la notizia della liberazione dei due uomini e del rilascio della terrorista. L'Isis dà un nuovo ultimatum alla Giordania: se non verrà rispettato, il pilota giordano sarà ucciso.
Svolta in positivo, ma non troppo per quanto riguarda il rapimento dei due prigionieri di nazionalità giapponese e giordana.
Entrambi gli ostaggi sono stati liberati dall'Isis; in cambio lo Stato islamico ha ottenuto il rilascio di Rishawi, l'aspirante kamikaze condannata a morte in Giordania.
Grande soddisfazione da parte del popolo giordano, che aveva fatto pressioni su Amman per far ritornare in patria il pilota.
Restano comunque perplessità e sconcerto per l'accordo con l'Is, che permetterà di avere nuovamente al suo fianco una pericolosa terrorista.