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22 gennaio 2014

Fabio Riva: procura Milano emette mandato arresto per truffa

Truffa ai danni dello Stato pari a circa 100 milioni di euro: per questo motivo, la procura di Milano ha deciso di emettere un mandato d'arresto per Fabio Riva, figlio del proprietario dell'Ilva Emilio.
Riva vive attualmente a Londra ed è già in attesa di essere estradato in Italia per la vicenda dello stabilimento siderurgico tarantino.
Sotto inchiesta è finita anche l'azienda Rive Fire; il figlio del patron dell'Ilva avrebbe intascato contributi pubblici in maniera illecita.
La Guardia di Finanza, inoltre, secondo alcune indiscrezioni trapelate, starebbe anche operando dei sequestri.

24 maggio 2013

Ilva: sequestrati altri 8.1 miliardi di euro ai Riva

Ancora guai giudiziari e sequestri per la famiglia Riva: la Guardia di Finanza di Taranto, su disposizione del Tribunale, ha sigillato 8.1 miliardi di euro appartenenti al gruppo che detiene l'acciaieria Ilva.
I beni sono riconducibili alla società Rivafire Spa; la somma sequestrata equivale al denaro che i proprietari del siderurgico avrebbero dovuto spendere per risanare gli impianti in questi anni, con lo scopo di evitare il grave disastro ambientale a Taranto.
Il reato contestato è associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati ambientali plurimi.
Il blitz dei finanzieri tarantini segue quello effettuato soltanto due giorni fa da quelli milanesi, quando vennero messi sotto sequestro più di un miliardo di euro.

22 maggio 2013

Ilva: sequestrati più di un miliardo di euro alla famiglia Riva

Svolta significativa nella vicenda Ilva: la Guardia di Finanza di Milano, su disposizione del Tribunale, sta eseguendo diverse perquisizioni a carico della famiglia Riva.
Finiti sotto sequestro più di un miliardo di euro derivanti da immobili, titoli e disponibilità finanziarie; secondo quanto trapela, questi soldi sarebbero stati ottenuti sottraendoli illecitamente all'azienda.
Le accuse ai Riva sono le seguenti: riciclaggio, frode fiscale, intestazione fittizia e truffa ai danni dello Stato italiano.
I componenti della famiglia facevano risultare all'estero questo denaro, mentre era nella loro disponibilità nel nostro Paese.
Si attendono sviluppi ulteriori nella prossime ore, ma questa notizia potrebbe davvero segnare un cambiamento radicale soprattutto in seno all'Ilva di Taranto.