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13 febbraio 2015

Rissa alla Camera tra Sel e Pd, opposizioni via dall'Aula

E' guerra aperta tra il Pd e le opposizioni sulle riforme costituzionali; nella tarda serata di ieri, alcuni esponenti del partito di Renzi e quelli di Sel si sono resi protagonisti di una vera e propria rissa in Aula.
In precedenza, il M5S aveva polemizzato intonando la parola "onestà, onestà" dai loro banchi.
E' di poco fa invece la clamorosa decisione dei Cinquestelle, di Sel e della Lega: tutti e tre non parteciperanno più alle votazioni che si terranno a Montecitorio.
"Votatevi le riforme da soli": queste le dichiarazioni dei "grillini"; pronta la risposta del Partito Democratico: "Le votiamo anche da soli, ma speriamo di no".
I tre partiti opposti alla maggioranza si asterranno dai lavori, mettendo in atto una sorta di secessione dell'Aventino, come accadde ai tempi del fascismo di Mussolini.
All'epoca le opposizioni decisero di lasciare l'aula a seguito del brutale omicidio di Matteotti, perpetrato dagli squadristi del "duce".

8 ottobre 2014

Caos Senato: M5S contro ministro Poletti, sospesa seduta

Non inizia nel migliore dei modi la discussione al Senato sul Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro varata dal governo Renzi.
Nel giorno in cui si voterà o meno la fiducia all'esecutivo, il M5S ha attaccato duramente il ministro del Lavoro, Poletti.
"Andate a casa" lo slogan urlato varie volte dai "grillini", che hanno interrotto bruscamente il discorso del ministro.
Il presidente del Senato, Grasso, è stato quindi costretto a sospendere la seduta e Vito Petrocelli, uno dei senatori più accesi.
Il premier, ad Assago (Milano) per il vertice Ue, ha replicato così alle critiche: "Possono contestarci, ma la verità vera è che questo Paese lo cambiamo".

14 febbraio 2014

Dimissioni Letta: da stasera consultazioni Napolitano, no da M5S

Enrico Letta ha ufficialmente rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio alle ore 13, quando ha raggiunto il Quirinale e ha annunciato la sua decisione al Capo dello Stato Napolitano.
Non verrà effettuata nessuna verifica in Parlamento, dunque già da stasera il presidente della Repubblica avvierà le classiche consultazioni di governo.
Si partirà alle 17 con il presidente del Senato Grasso, poi alle 17.45 sarà il turno della presidente della Camera Boldrini.
Intanto, il M5S di Grillo ha annunciato che non prenderà parte ai colloqui con Napolitano, perché le consultazioni paiono una farsa.
Infatti, salvo clamorose novità, il nuovo premier sarà Matteo Renzi, che ieri ha ottenuto la fiducia dal suo partito.
Già tra poche ore, quindi, dovrebbe essere chiaro il quadro della situazione: non resta che attendere.

13 febbraio 2014

Governo Letta: il Pd sfiducia il Pd, Renzi è ormai premier

In Italia può accadere anche questo: un governo capeggiato soprattutto dal Pd viene sfiduciato dalla direzione dello stesso partito.
E' ciò che è avvenuto nel pomeriggio di oggi, con Enrico Letta spodestato dall'incarico di presidente del Consiglio.
Il suo posto sarà preso dal segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, che ha incassato 136 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astensioni.
Nella giornata di domani, Letta salirà al Colle dal Capo dello Stato Napolitano per rassegnare le proprie dimissioni.
Queste le dichiarazioni più importanti proferite dal sindaco di Firenze durante la direzione del Pd: "Voglio un nuovo esecutivo che duri fino al 2018 e che faccia uscire il Paese dalla palude; non ho nessuna intenzione di colpevolizzare questo governo, ma occorre aprire una pagina nuova".
Per la terza volta consecutiva, quindi, il primo ministro italiano condurrà l'Italia senza aver vinto le elezioni: Monti, Letta e ora Renzi.

12 febbraio 2014

Letta rilancia e Renzi incalza: è caos nel governo

Ennesime fibrillazioni in seno al governo italiano: Enrico Letta e Matteo Renzi sono ormai in sfida per l'incarico di presidente del Consiglio.
L'attuale premier non ha nessuna intenzione di mollare e ha indetto una conferenza stampa in cui ha illustrato ai giornalisti e al Paese la proposta di patto di coalizione tra i partiti di maggioranza (il cosiddetto Impegno Italia).
Il sindaco di Firenze, invece, parlerà in via ufficiale nella giornata di domani, ma molte indiscrezioni danno Renzi possibile successore di Letta.
Come ha già dichiarato ieri Napolitano, dovrà adesso essere il Pd a fare la sua scelta: Letta sarà sfiduciato per far posto a Renzi?
Una risposta dovrà essere fornita nelle prossime ore, per non far rallentare ulteriormente l'operato dell'esecutivo.
Comunque, in caso di avvento di Renzi a Palazzo Chigi, la domanda che gli italiani si porranno sarà inevitabile: a cosa servono le elezioni politiche se poi vengono scelte personalità mai candidatesi ufficialmente (Monti e Letta in primis)?

17 gennaio 2014

Nuovo Centrodestra e Scelta Civica chiedono incontro: governo in bilico

Il Nuovo Centrodestra capeggiato da Angelino Alfano, Scelta Civica e Popolari per l'Italia hanno diramato una nota congiunta in cui richiedono un urgente vertice di maggioranza che possa stabilizzare la situazione del governo.
L'esecutivo pare infatti in bilico a causa delle frizioni tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il segretario del Pd, Matteo Renzi.
Il primo parla di ottimi risultati ottenuti dal suo governo dopo quasi un anno di vita, mentre il sindaco di Firenze parla di vero e proprio fallimento, senza tanti giri di parole.
Altro motivo di contrapposizione è la riforma della legge elettorale: Letta vorrebbe prima parlarne soltanto all'interno della maggioranza, Renzi vuole incontrarsi con le opposizioni, anche con Silvio Berlusconi.
La situazione è dunque appesa ad un sottilissimo filo: le prossime ore si preannunciano molto calde.

2 ottobre 2013

Colpo di scena: Berlusconi dice sì a fiducia governo

Silvio Berlusconi conferma che il PdL voterà alla fiducia per il governo Letta, dopo discussioni-fiume che hanno caratterizzato le scorse ore.
Ad annunciarlo, a sorpresa, è lo stesso Cavaliere, che era inizialmente intenzionato fermamente a far cadere l'esecutivo.
La spaccatura creatasi all'interno del partito ha fatto desistere l'ex premier, che permette così di far proseguire l'esperienza delle larghe intese.
Adesso, però, occorrerà capire come possano risolversi le divisioni interne al centrodestra: si profilano giorni molto delicati.

1 ottobre 2013

Fiducia governo: Alfano-Berlusconi in disaccordo tra loro

E' sempre più caos intorno al governo Letta, che domani dovrà cercare di intascare la fiducia dalla Camera e dal Senato per provare ad andare avanti e bloccare l'instabilità politica.
In queste ore sono in corso frequenti discussioni tra i maggiori esponenti dei partiti della maggioranza; per quanto riguarda il PdL, Alfano e Berlusconi hanno per il momento vedute diverse.
Il vicepremier vorrebbe continuare l'esperienza con l'esecutivo, mentre il Cavaliere chiede di togliere la fiducia e di recarsi alle urne il prima possibile.
I toni del confronto tra i due sarebbero stati molto duri; non è escluso, però, che ad avere la meglio sia proprio Alfano, che potrebbe convincere in extremis Berlusconi a tornare sui suoi passi.
La situazione evolve quasi di minuto in minuto, non resta che attendere ulteriori sviluppi che chiariscano la vicenda.
Il presidente del Consiglio Letta, intanto, sta preparando il discorso alle due Camere e spera in un esito positivo.

29 settembre 2013

Il Pdl si è dimesso: ufficiale la crisi di governo

Come preannunciato qualche giorno fa, i parlamentari del Pdl hanno rassegnato le proprie dimissioni aprendo di fatto la crisi di governo.
E' stato proprio l'ex premier Silvio Berlusconi a far dimettere i suoi, giustificando la decisione con l'ormai certo aumento dell'Iva.
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, si recherà oggi al Quirinale da Napolitano per valutare con il Capo dello Stato i prossimi passi da compiere.
Letta è stato durissimo con Berlusconi, affermando: "E' stato un gesto folle solo per coprire le sue vicende personali".
Al momento, è quasi impossibile fare pronostici sul futuro: si formerà una nuova maggioranza o si tornerà alle urne?
Nelle prossime ore tutto dovrebbe essere più chiaro.

26 settembre 2013

Parlamentari Pdl annunciano le loro dimissioni: il governo ad un passo dalla caduta

I parlamentari del PdL, dopo una riunione con il leader Silvio Berlusconi, hanno deciso di rassegnare le dimissioni.
L'ufficialità arriverà il 4 ottobre, quando la Giunta del Senato dichiarerà il leader del centrodestra definitivamente decaduto dalla carica di senatore.
Questo duro provvedimento ha innervosito non poco il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha affermato: "Non posso che definire inquietante l'annuncio di dimissioni in massa dal Parlamento di tutti gli eletti nel PdL. Non meno inquietante sarebbe il proposito di compiere tale gesto al fine di esercitare un'estrema pressione sul Capo dello Stato per il più ravvicinato scioglimento delle Camere".
Il premier Enrico Letta, che si trova a New York, ha dichiarato di voler effettuare al suo rientro in Italia una verifica di governo per valutare la situazione.
Al momento la situazione resta delicatissima, lo spettro della caduta dell'esecutivo appare davvero ad un passo.

21 agosto 2013

Vertice Letta-Alfano: nessun accordo su Berlusconi

L'attesissimo vertice tra il presidente del Consiglio Letta e il vice-premier Alfano, tenutosi per valutare la situazione Berlusconi, non ha prodotto gli effetti sperati.
Dopo circa tre ore di riunione, secondo quanto affermano fonti vicine all'esecutivo, le posizioni tra i due sono ancora distanti.
Angelino Alfano voleva ottenere rassicurazioni sull'agibilità politica del leader del Pdl, ma Letta non gli avrebbe offerto risposte soddisfacenti.
Prima dell'incontro, il premier si era mostrato ottimista sul fatto che qualsiasi problema si sarebbe potuto risolvere.
Da questa sera, però, questa ipotesi non sembra concretizzarsi e all'orizzonte potrebbe profilarsi una vera e propria crisi di governo.

17 luglio 2013

Questione Ablyazov: i seguaci di Renzi chiedono dimissioni Alfano

Il Partito Democratico rischia seriamente di spaccarsi sul caso Ablyazov (riguardante le espulsioni della moglie e della figlia del dissidente kazako).
I cosiddetti "renziani" del partito hanno scritto una lettera in cui chiedono le dimissioni del ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Ma il Popolo della Libertà ha già fatto sapere, per voce del deputato Galan, che se il vice-presidente dovesse essere mandato a casa, anche il governo farebbe la stessa fine.
Nelle prossime ore ci sarà una riunione tra il segretario del Pd, Epifani, e i parlamentari del partito per decidere come comportarsi venerdì sulla mozione di sfiducia ad Alfano proposta da M5S e Sel.
Settimana delicata, quindi, per il governo Letta, impegnato a superare un problema che potrebbe mettere a repentaglio la stabilità dell'esecutivo.

11 luglio 2013

Schifani "minaccia": "Se Berlusconi condannato, lasciamo"

Il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani, ha rilasciato un'intervista lanciando un ultimatum al governo: "Se Silvio Berlusconi fosse condannato all'interdizione dai pubblici uffici, sarebbe molto difficile che il Popolo della Libertà possa continuare l'esperienza con Letta".
Il ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi ha, invece, voluto tranquillizzare tutti: "La tenuta dell'esecutivo non è a rischio".
Momenti delicati, dunque, quelli che l'Italia si appresta a vivere nelle prossime settimane.
Il 30 luglio la Cassazione dovrà giudicare l'ex premier per il caso Mediaset e, in caso, di condanna, il Parlamento potrebbe decidere per la sua decadenza.
A quel punto, la crisi di governo si aprirebbe ufficialmente, con conseguenti e pericolosi disagi al Paese.

26 giugno 2013

Cdm: deliberati sgravi per assunzione giovani e rinvio aumento Iva a ottobre

Importanti provvedimenti sono stati assunti nel Consiglio dei Ministri svoltosi oggi; infatti, Enrico Letta e la maggioranza hanno deciso di effettuare sgravi alle imprese per favorire l'assunzione di giovani.
Secondo quanto ha affermato il premier, "in 18 mesi potrebbero essere interessati 200 mila ragazzi dai 18 ai 29 anni con intensità maggiore nel centro-sud".
Inoltre, è stato disposto il rinvio dell'aumento dell'Iva di tre mesi, dunque, fino al 1 ottobre.
Questa decisione è stata presa per non "dare l'impressione di sfasciare i conti pubblici".
Letta, infatti, ha anche aggiunto che c'è bisogno di operare con la massima prudenza.                                 Intanto, la Commissione Europea ha fatto sapere che commenterà la misura solo nel momento in cui capirà come l'Italia ha intenzione di coprire il buco nei conti, derivante dal mancato innalzamento dell'aliquota Iva.

15 giugno 2013

Decreto "fare": taglio 500 milioni elettricità e credito agevolato alle aziende

Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha anticipato alcune misure che il governo porterà oggi al Consiglio dei ministri.
Innanzitutto, ci sarà un sostanzioso taglio alle bollette della luce: 500 milioni di euro all'anno; buone notizie arrivano anche per le imprese, che usufruiranno di 5 miliardi di credito agevolato.
Il ministro della Pubblica Amministrazione, D'Alia, ha aggiunto che "questi interventi porteranno risparmi alle aziende, in termini di minore burocrazia, del valore di circa 8 miliardi di euro".
Resta sempre il mistero, invece, per quanto riguarda le decisioni su Imu e Iva: il Pdl continua ad insistere, ma il resto della maggioranza rimane ancora molto cauta.

22 maggio 2013

Legge elettorale: entro agosto modifica al "Porcellum"

Il governo e la maggioranza hanno annunciato che entro l'estate l'attuale legge elettorale, il "Porcellum", subirà  una modifica per poi essere cambiata totalmente con una futura riforma.
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha dichiarato: "Va subito messa in sicurezza la legge elettorale cambiando il porcellum".
Il premier ha aggiunto che "la vita del governo e, quindi, la durata della legislatura dipenderà dal successo delle riforme costituzionali".
Inizia da oggi una fase importante per l'esecutivo, che dovrà fornire fondamentali risposte al Paese anche sulla questione disoccupazione giovanile, vero cancro dell'Italia.
Da non sottovalutare, infine, nemmeno la questione Iva, visto che l'aliquota potrebbe aumentare al 22%, con evidenti conseguenze negative che avrà sulle imprese oltre che sui contribuenti.


24 aprile 2013

Enrico Letta nuovo premier

E' Enrico Letta il nuovo Presidente del Consiglio incaricato dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano; l'ormai ex vicesegretario nazionale del Pd ha sbaragliato la concorrenza di Renzi e Amato e ha deciso di accettare l'incarico con riserva.
Ecco le sue prime parole: "Ho accettato sentendo sulle spalle una grande responsabilità perché questa situazione inedita e fragile non può continuare. Il Paese sta aspettando un governo".
Letta, riferendosi allo scetticismo mostrato da Alfano, ha aggiunto che "il governo non nascerà a tutti i costi, ma solo se ci saranno tutte le condizioni".
Il deputato del Partito Democratico ha fissato i suoi primi tre obiettivi: ridurre il numero dei parlamentari, cambiare il bicameralismo e la legge elettorale, il cosiddetto "Porcellum".
Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, ha criticato sul suo blog la nomina di Letta affermando: "A Roma si stanno dividendo le ossa e le poltrone della Seconda Repubblica. L'economia, però, non aspetta e ogni giorno chiude un'azienda; in autunno potremmo raggiungere un punto di non ritorno".
Domani, intanto, cominceranno le consultazioni con tutte le forze politiche, poi si passerà alle proposte sui nuovi ministri e, infine, si procederà alla votazione per concedere la fiducia a Letta sia alla Camera che al Senato.


12 aprile 2013

Modifica legge elettorale e una sola Camera tra le proposte dei saggi

Nella giornata di oggi i 10 saggi incaricati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano hanno consegnato le relazioni contenenti i provvedimenti ritenuti più urgenti.
Secondo quanto scritto dalle illustri personalità, bisognerà cambiare innanzitutto l'attuale legge elettorale, il cosiddetto "Porcellum", passando ad un "sistema misto (proporzionale e maggioritario), ad un alto sbarramento e, dunque, ad un ragionevole premio di governabilità". Inoltre, si dovrebbe eliminare una Camera perchè così facendo ci sarebbe più facilità nell'ottenere la maggioranza.
I saggi hanno anche lanciato l'allarme sulla povertà e chiesto di intervenire immediatamente sulla questione lavoro, considerata una grave emergenza da combattere "con uno sviluppo economico sostenibile ed equo".
Infine, i 10 saggi hanno affermato che il finanziamento pubblico ai partiti è ineliminabile, mentre entro il mese di giugno occorrerà reperire un miliardo di euro per la Cassa integrazione in deroga.