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1 settembre 2014

Ischemia per il marò Massimiliano Latorre

Il marò Massimiliano Latorre, detenuto con Salvatore Girone in India dal febbraio 2012, è stato colpito da un'ischemia ed è attualmente ricoverato in ospedale.
A confermare la brutta notizia è la figlia Giulia, che si è scagliata pesantemente contro il governo italiano per la vicenda dei due fucilieri di marina.
Le condizioni di Latorre non sarebbero preoccupanti, ma il ministro della Difesa Pinotti ha deciso di raggiungere il Paese asiatico per mostrargli vicinanza.
Il ministro degli Esteri, Mogherini, ha invece aggiunto che riportare i marò in Italia resta la priorità dell'esecutivo capitanato Renzi.

18 febbraio 2014

Ancora un rinvio per il caso marò: l'Italia pronta ad intervenire

Oggi era in programma in India l'ennesima udienza della Corte suprema per la vicenda dei due marò Latorre e Girone, trattenuti nel Paese asiatico da due anni perché accusati di aver ucciso due pescatori indiani.
Ma anche oggi c'è stato un rinvio a lunedì prossimo, ovvero il 24 febbraio, perché si è ancora in attesa di una risposta scritta delle autorità indiane sull'applicabilità della legge anti-terrorismo e anti-pirateria.
L'Italia, già nervosa nelle scorse settimane, ha definitivamente perso la pazienza e il ministro degli Esteri Bonino ha richiamato l'ambasciatore in Italia.
Il ministro si consulterà con Mancini per intraprendere qualche iniziativa; l'obiettivo principale è far ritornare i marò nel nostro territorio il più presto possibile.
L'inviato del governo, Staffan De Mistura, ha annunciato che è stato deciso di diramare un ulteriore ultimatum, mentre il ministro della Difesa Mauro ha dichiarato che ormai la misura è colma ed è soddisfatto per il rientro dell'ambasciatore italiano in India.

13 febbraio 2014

Vicenda marò: Bonino bacchetta segretario Onu Ban Ki-moon

Emma Bonino è intervenuta questa mattina nell'Aula del Senato per fare il punto della situazione sulla vicenda dei due marò Latorre e Girone, in India da due anni e che rischiano di essere giudicati con la legge anti-terrorismo.
Il ministro degli Esteri ha bacchettato il segretario dell'Onu, Ban Ki-moon, reo di aver parlato di caso bilaterale tra Italia e India: "Esprimo grande perplessità e rammarico per le parole di Ban".
A seguito di un contatto telefonico Bonino-Ban, però, quest'ultimo ha annunciato un intervento delle Nazioni Unite nei confronti delle autorità indiane.
Ricordiamo che lunedì prossimo si riunirà nuovamente la Corte suprema per valutare il ricorso italiano, che chiede anche l'immediato ritorno in Italia dei due fucilieri di Marina.

10 febbraio 2014

Marò: ancora un rinvio, l'India li accusa di terrorismo

La Corte suprema indiana ha rinviato a lunedì 18 febbraio l'udienza che riguarda la vicenda dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Si conoscono parzialmente, però, i capi di imputazione nei confronti dei fucilieri di Marina: si sa soltanto che saranno giudicati in base alla legge anti-terrorismo e anti-pirateria senza la pena di morte.
Con questa accusa, Latorre e Girone rischiano di essere condannati fino a 10 anni di reclusione.
Assolutamente contrariato il presidente del Consiglio, Enrico Letta: "Inaccettabile l'imputazione proposta dalle autorità indiane; l'uso del concetto di terrorismo da rifiutare, l'Europa e l'Italia reagiranno".
Dello stesso parere il ministro degli Esteri, Bonino: "L'Italia non è un Paese terrorista, stiamo valutando un ricorso al tribunale dell'Onu per il diritto del mare".
Inoltre, il nostro Paese ha richiesto con fermezza l'immediato rimpatrio dei due marò, che secondo Palazzo Chigi dovrebbero tornare in Italia in attesa delle decisioni indiane.

6 febbraio 2014

Emma Bonino non ci sta: "I marò non sono dei terroristi"

Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, risponde con rabbia alla notizia che l'India voglia applicare la legge anti-terrorismo e pirateria nei confronti dei due marò Latorre e Girone.
Nonostante la pena di morte sembra sia stata scongiurata, la Bonino non accetta le accuse circolate nelle scorse ore: "I marò non sono terroristi né pirati; dopo la sentenza della Corte suprema, prenderemo delle decisioni come squadra di governo perché bisogna agire in modo coerente e disciplinato con messaggi unici".
Lunedì prossimo, infatti, la Suprema Corte indiana dovrebbe finalmente chiarire la situazione riguardante i due fucilieri di marina.
Il nostro Paese chiede con forza l'immediato ritorno di Latorre e Girone in Italia.
Intanto, proprio i due diretti interessati hanno voluto rilasciare delle dichiarazioni; Girone ha professato la sua innocenza e quella del collega, Latorre è invece molto dispiaciuto e addolorato per l'accusa di terrorismo che si profila per entrambi.
Non resta che attendere la prossima settimana per avere più chiaro il quadro della vicenda, che si trascina ormai da due lunghissimi anni.

1 febbraio 2014

Governo chiede immediata chiarezza per il caso marò

Circa due anni fa i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone venivano fermati dalle autorità indiane perché accusati di aver sparato e ucciso due pescatori in seguito ad un'operazione anti-pirateria.
I due fucilieri di marina potrebbero essere giudicati con una legge anti-terrorismo e, dunque, rischierebbero la pena di morte (impiccagione).
L'Italia non ci sta e ha ormai perso ufficialmente la pazienza; queste le parole espresse dal ministro degli Esteri, Emma Bonino: "E' sconcertante che non ci siano ancora i capi d'accusa nei confronti dei due marò; ci auspichiamo che lunedì prossimo escano fuori".
Un messaggio di incitazione al telefono è, invece, stato inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Tornerete in Italia con onore".
A difesa di Latorre e Girone anche l'Unione Europea, per voce del vicepresidente della Commissione Tajani: "Se sarà applicata la pena di morte, ci saranno ripercussioni sulla trattativa per il libero scambio".

10 gennaio 2014

Caso Marò, tra un paio di giorni decisione sul loro futuro: rischio pena di morte?

Tra 2-3 giorni la vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone potrebbe avere un momento cruciale.
Ad annunciarlo è il ministro dell'Interno indiano Shinde, che ha anche aggiunto che al momento non è stata presa nessuna
decisione ufficiale sulla sorte dei fucilieri di marina.
Ma le indiscrezioni trapelate nelle scorse ore fanno tremare l'Italia: la polizia dell'India, la Nia, starebbe per stipulare un accordo con il governo asiatico per giudicare Latorre e Girone utilizzando una legge che include anche la pena di morte.
La pena capitale era stata smentita dall'esecutivo italiano, ma pare che l'incubo condanna a morte sia ancora concreto.
I familiari restano con il fiato sospeso, nella speranza di ricevere buone notizie.

23 ottobre 2013

Caso Marò: il 23 novembre corteo di solidarietà a Roma

Il prossimo 23 novembre Roma verrà attraversata da un corteo organizzato per ridestare attenzione sulla vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Sono state proprio le famiglie dei due fucilieri di marina a studiare questa iniziativa, visto che sono ormai passati 20 mesi da quando entrambi si trovano in India perché accusati di aver ucciso due pescatori del luogo.
Ad annunciare ufficialmente la manifestazione è stata Vania Ardito, moglie di Girone, con un post pubblicato su Facebook.

22 marzo 2013

Dietrofront Italia: i marò tornano in India

Colpo di scena nell'annosa vicenda riguardante i marò, infatti, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono partiti nuovamente alla volta di New Delhi, in India.
L'inaspettata notizia è stata data nella serata di ieri e, dopo aver salutato le rispettive famiglie, i fucilieri di Marina hanno lasciato le proprie abitazioni e si sono messi in viaggio.
Il governo italiano ha tranquillizzato i parenti, affermando che i due marò non rischieranno la pena di morte e avranno libertà di movimento.
Il sottosegretario agli Esteri De Mistura ha aggiunto: "La parola data da un italiano è sacra, noi avevamo solo sospeso il loro rientro in attesa che New Delhi ci fornisse alcune condizioni".
Ricordiamo che Girone e Latorre sono accusati di aver sparato e ucciso due pescatori indiani durante un'ispezione anti-pirateria; il giorno seguente gli omicidi, vennero prelevati dalle autorità indiane e arrestati, ma l'Italia ritiene che il fatto sia avvenuto in acque internazionali, dunque, deve essere il Paese di appartenenza della nave a dover giudicare i due marò.